
Vero Garay sta per lanciare un nuovo album musicale nato tra la radice, la docenza, la migrazione emotiva e la musica come casa condivisa. In questa nuova tappa, Vero Garay presenta un album che non solo attraversa territori tra il Cile e il Messico, ma propone anche qualcosa di più intimo: il ritorno verso sé stessa.
La storia recente di Vero Garay ha quel ritmo delle traiettorie che si cucinano a fuoco sensibile. Cantautrice cilena, insegnante a Puerto Aventuras, artista formata nel canto e profondamente connessa alla comunità che la circonda, la sua nuova produzione apre una mappa fatta di canzoni proprie, repertorio tradizionale messicano e una ricerca che si sente chiara fin dal primo momento: tornare cantando all'essenza.
In tempi in cui tanta musica si consuma alla velocità dello scroll, ciò che fa Vero Garay si sente più vicino a una lunga sosta a tavola, a un quaderno con annotazioni ai margini, a una vecchia fotografia che continua a dire cose nuove. Il suo album Mujer que vuelve cantando condensa memoria, identità, femminilità, appartenenza e anche gratitudine. Tutto questo senza grandiloquenza. Piuttosto con vicinanza, con mestiere e con una sensibilità molto latinoamericana.
Un'artista nata tra musica, insegnamento ed eredità familiare
La storia di Vero Garay inizia a Santiago del Cile, all'interno di una famiglia dove la musica e l'educazione erano già presenti come una corrente naturale. Nel suo racconto appare un'immagine preziosa: sua nonna, pianista da concerto, che la faceva sedere sulle ginocchia mentre suonava. Secondo quanto ricordano nella sua famiglia, quella bambina restava serena ad ascoltare. Lì c'era già una prima scena fondante, come se l'orecchio avesse capito prima delle parole.
La formazione di Vero Garay è passata anche per la chiesa, la scuola, la pastorale e quegli spazi dove cantare non è ancora una carriera formale ma sì un modo di stare al mondo. Fin da piccola andava da un luogo all'altro interpretando canzoni. Quella pratica precoce ha costruito qualcosa di più dell'esperienza: una relazione organica con la voce.
«La docenza è una benedizione.»
Quella dimensione formativa non è rimasta solo nell'artistico. Vero Garay ha anche costruito una vita nella docenza, e quella parte è centrale per capire il suo presente. Parla dell'insegnare come di una vocazione di costanza, uno scambio in cui ci si dona e allo stesso tempo si riceve. Nel suo sguardo, ciò che accade in aula e ciò che accade nella canzone si toccano: aprire il cuore, condividere una verità e scoprire che qualcosa di ciò risuona anche in altre persone.
Cile e Messico: due case in una stessa voce
Una delle parti più luminose del dialogo attorno a Vero Garay è il suo modo di parlare del Messico. Lo fa con gratitudine, con vicinanza e con un senso di appartenenza che non cerca esagerazioni. Per lei, calpestare il Messico, condividere la sua cultura e imparare da essa è un privilegio.
Invece di porre distanze rigide, Vero Garay riconosce affinità profonde tra entrambi i paesi. Dice che culturalmente il Cile e il Messico si assomigliano molto, tanto che qui si sente a casa. Quella frase non è da poco. Negli artisti migranti, l'idea di casa tende a spostarsi. A volte smette di essere un indirizzo fisso e si trasforma in una somma di legami, sapori, parole, accenti e affetti.
«Tutti abbiamo posto qui in Messico.»
C'è anche un riconoscimento molto chiaro della potenza interpretativa messicana. La commuove quel modo di cantare che va dritto all'anima, che permette di piangere una canzone, brindare e proseguire con un'altra. Nella sua lettura, la cultura messicana ha una ricchezza immensa, varia, calorosa, espressiva. E questo dialoga molto bene con la sua stessa ricerca musicale, che non pretende di rinchiudersi in un'unica purezza stilistica.
"Mujer que vuelve cantando": il concetto di un ritorno verso l'interno
Il cuore di questa tappa creativa è nell'album Mujer que vuelve cantando. Il titolo ha qualcosa di cinematografico: una figura in movimento, una traversata, un'emozione in cammino. Ma il suo significato va ancora più a fondo. Diverse persone dicevano a Vero Garay che era bello che tornasse cantando in Messico o che tornasse cantando in Cile. E lei ha affinato un'altra risposta: il vero ritorno era verso sé stessa.
«Torno cantando a me, torno cantando alle mie radici, torno cantando all'essenza, torno accettandomi, amandomi, senza critiche.»
Quel frammento riassume con una chiarezza preziosa lo spirito del disco. Non si tratta solo di geografia. Nemmeno di nostalgia nel suo formato più semplice. C'è qualcosa di più complesso e più amabile allo stesso tempo: una riconnessione con l'identità propria, con ciò che permane quando cambiano gli scenari, con la possibilità di guardarsi senza durezza.
Sei canzoni proprie e tre brani messicani con firma cilena
La struttura del disco dice molto anche sulla visione di Vero Garay. La produzione riunisce sei canzoni di sua composizione e tre brani messicani profondamente simbolici: La Martiniana, La Bruja e La Sandunga. La scelta non sembra casuale. Sono brani carichi di storia, territorio, memoria culturale e forza femminile.
La cosa interessante è che queste canzoni arrivano con una sonorità attraversata dall'identità cilena del progetto. Vero Garay parla di una miscela tra musica di radice latinoamericana e bossa nova. Quella definizione suggerisce già un colore specifico: qualcosa che può avere terra, cadenza, intimità, brezza, legno e movimento.
«Il mio stile è una miscela. Non sono affatto puritana.»
All'interno di quella produzione appaiono nomi importanti nel processo creativo. Alejandro "Janito" Rivera è incaricato degli arrangiamenti musicali, e Gonzalo Maldonado fa anch'egli parte del lavoro. Vero Garay condivide inoltre il desiderio di portare questi musicisti a Playa del Carmen per offrire concerti.
"Sangre de tu sangre": una canzone per la madre, detta in vita
Se l'album ha un centro emotivo particolarmente nitido, quel momento sembra arrivare con Sangre de tu sangre, una canzone che Vero Garay ha composto pensando a sua madre. Qui appare un'altra chiave sensibile della sua opera: il ringraziamento in vita. Dirlo ora. Cantarlo ora. Onorare la storia mentre la presenza ancora accompagna.
«Questa canzone si chiama Sangre de tu sangre ed è una canzone che ho fatto pensando a mia madre e la cosa più bella è poter dare questo ringraziamento in vita.»
Il brano è stato registrato nella vecchia casa dei genitori, uno spazio carico di ricordi, storie e oggetti che custodiscono il tempo. Bruno Torres è stato incaricato della realizzazione del video. E quella decisione di filmare in una vecchia casa familiare rende ancora più intimo il gesto artistico.
La docenza come territorio creativo
C'è qualcosa di particolarmente coerente nel modo in cui Vero Garay collega la sua carriera musicale al suo lavoro educativo. Nel suo racconto non appaiono come mondi separati. Piuttosto si alimentano a vicenda. La scena scolastica, i bambini, il teatro, le prove, la musicalità condivisa: tutto questo fa anch'esso parte della sua identità artistica.
Attualmente partecipa in modo attivo a allestimenti scolastici e alla direzione musicale di progetti scenici. Menziona, per esempio, la rappresentazione di Lion King al Teatro della Città, con repliche e lavoro congiunto tra studenti, direzione e comunità educativa.
Puerto Aventuras e la comunità che ha reso possibile il progetto
Uno dei momenti più generosi di questa conversazione arriva quando Vero Garay ringrazia apertamente la comunità di Puerto Aventuras e anche quella di Santiago del Cile. Lo dice con totale chiarezza: questa produzione non sarebbe stata possibile senza il sostegno economico e umano delle persone che credono in lei.
«Questa produzione non sarebbe potuta nascere senza la comunità di Puerto Aventuras e la comunità di Santiago del Cile.»
Questo tipo di riconoscimento cambia completamente il tono con cui si è soliti parlare di un lancio musicale. Qui non appare la figura isolata dell'artista-genio sospeso su una nuvola. Appare una rete. Genitori, amicizie, gente del nord e del sud del Cile, persone di Puerto Aventuras, legami di fiducia.
Una voce che non ha smesso di cantare
Nella conversazione appare una domanda semplice e potente: se abbia mai smesso di cantare. La risposta di Vero Garay è stata breve e netta. Mai. Anche se non va per la vita cantando a ogni passo, anche se esistono altre responsabilità, il canto è rimasto lì.
Forse per questo Mujer que vuelve cantando non suona come una reinvenzione artificiale. Suona piuttosto come una decantazione. Come una tappa in cui molti strati di vita si sistemano e finalmente trovano il formato giusto per uscire con nome proprio.
Dove ascoltare Vero Garay
Per chi voglia seguire la musica di Vero Garay, la sua presenza digitale è già aperta su diverse piattaforme. La si può trovare su YouTube come Vero Garay Oficial, oltre a Spotify, Apple Music, DistroKid e il suo sito ufficiale: verogaray.com.
Perché questo album connette
La proposta di Vero Garay connette perché ha verità emotiva e struttura artistica allo stesso tempo. C'è mestiere, c'è storia, c'è lavoro con arrangiatori, c'è selezione consapevole di repertorio, c'è comunità, c'è scenario educativo, c'è identità migrante e c'è una tesi intima molto chiara: ritornare a sé stessa con affetto.
Connette anche perché non pretende di ridursi a un'unica etichetta. In Vero Garay convivono la cilena e l'abitante affettiva del Messico, l'insegnante e la cantautrice, l'erede di una tradizione musicale e l'autrice contemporanea che costruisce la propria voce.
Domande frequenti su Vero Garay
Chi è Vero Garay?
Vero Garay è una cantautrice cilena residente in Messico, oltre che docente musicale legata alla comunità di Puerto Aventuras. Il suo lavoro artistico unisce canzoni d'autore, repertorio tradizionale messicano e una sensibilità segnata dalla radice latinoamericana.
Come si chiama il nuovo album di Vero Garay?
Il nuovo album di Vero Garay si chiama Mujer que vuelve cantando. Il progetto ruota attorno all'idea di ritornare all'essenza, alle radici e al riconoscimento amoroso di sé stessa.
Che tipo di musica fa Vero Garay?
Vero Garay definisce il suo stile come una miscela di musica di radice latinoamericana con bossa nova. La sua proposta incorpora anche canzone d'autore e brani tradizionali messicani reinterpretati da una sensibilità cilena.
Quante canzoni include l'album Mujer que vuelve cantando?
L'album riunisce nove canzoni: sei composizioni di Vero Garay e tre canzoni messicane: La Martiniana, La Bruja e La Sandunga.
Qual è la canzone che Vero Garay ha dedicato a sua madre?
La canzone si chiama Sangre de tu sangre. Vero Garay l'ha composta pensando a sua madre e la presenta come un modo per ringraziarla in vita.
Dove si può ascoltare la musica di Vero Garay?
La musica di Vero Garay è disponibile su YouTube come Vero Garay Oficial, oltre a Spotify, Apple Music, DistroKid e il suo sito ufficiale verogaray.com.
Che ruolo ha avuto la comunità nel progetto di Vero Garay?
Vero Garay riconosce che la comunità di Puerto Aventuras e persone vicine di Santiago del Cile sono state fondamentali per rendere possibile la produzione dell'album, sia dal punto di vista dell'accompagnamento umano sia del sostegno economico.
Che relazione ha Vero Garay con il Messico?
Vero Garay vive in Messico, si sente profondamente grata verso la sua cultura e considera il paese una seconda casa. Quella connessione si riflette nella sua vita quotidiana, nel suo lavoro docente e nell'inclusione di repertorio messicano all'interno del suo nuovo album.